di Francesco Farolfi

Di fronte alle cifre drammatiche del calo demografico registrato a Forlì, il Comune ha appena messo a punto un “kit nuovi nati e nuovi genitori” che però, a nostro avviso, non centra assolutamente l’obiettivo di contenere il fenomeno né tantomeno di invertirne la rotta.

Prendiamo atto con soddisfazione che il  problema urgente della denatalità sia stato finalmente portato alla luce e analizzato a partire dalla crudità dei numeri, consideriamo questo kit un primo timidissmo passo per affrontare la questione, ma non possiamo pensare che  un libro e 80€ di prodotti per l’infanzia possano considerarsi uno stimolo sufficiente per mettere in cantiere un figlio.

Il Popolo della Famiglia di Forlì ha sempre denunciato con forza la grave crisi demografica che investe la nostra città; in occasione delle recenti elezioni amministrative la nostra lista ha redatto un programma con misure concrete per affrontare in maniera strutturale il calo delle nascite.

A Zattini, che abbiamo convintamente sostenuto per l’attenzione alle famiglie proclamata in campagna elettorale e a cui rinnoviamo la nostra fiducia, abbiamo prontamente consegnato le nostre proposte offrendo collaborazione, così come abbiamo organizzato, subito dopo  il suo insediamento, un incontro tra l’assessore Rosaria Tassinari e l’ideatore del “fattore famiglia” di Verona per proporre finalmente anche a Forlì l’attuazione del quoziente familiare, una misura di equità fiscale che premia le famiglie con figli a carico (più figli, meno tasse). 

È vero che c’è una concausa culturale, ma i giovani hanno paura di affrontare da soli la nascita di un figlio soprattutto perché è un impegno che dura anni, non basta un “aiutino” all’inizio che presto finisce lasciando le famiglie con tutte le fatiche e la prospettiva di un lungo carico economico sulle spalle.

Le politiche familiari devono diventare  prioritarie e comportare cambiamenti strutturali, introduzione del quoziente familiare in primis ma anche redditi di natalità erogati nei primi anni di vita del bambino, precedenza ai nidi per le mamme che lavorano, bonus economici per le spese scolastiche e per le attività ricreative e sportive, qualificazione dei luoghi adatti alle esigenze delle famiglie e dei bambini. E poiché i figli sono un bene per tutta la società, è giusto che tutta la società se ne faccia carico, a partire dalla politica.

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